Come la finanza ha asservito l’economia – Mauro Eusebio

Come la finanza ha asservito l’economia

dollaroNel linguaggio odierno spesso si tende a considerare economia e finanza la stessa cosa o comunque estremamente dipendenti l’una dall’altra. Ma la domanda che dobbiamo porci è la seguente:

La finanza è al servizio dell’economia come dovrebbe essere o piuttosto i ruoli si sono capovolti? La differenza è sostanziale perchè quando si parla di economia ci si riferisce a merci e beni prodotti , quindi produzione di ricchezza, e quando invece si parla di finanza si parla di movimenti di denaro ma non si crea nuova ricchezza.

Come spesso accade dobbiamo andare dietro negli anni e precisamente alla Grande Depressione degli anni 30 durante la quale i controlli sul tasso di cambio e le barriere commerciali avevano portato al disastro economico.

Per evitare che tale crisi si ripetesse i maggiori paesi industrializzati siglarono l’accordo di Bretton Woods nel 1944 che fra le altre cose eleggeva il dollaro a valuta principale al quale tutte le altre monete dovevano agganciarsi con pochissime oscillazioni. Il dollaro poi a sua volta era agganciato all’oro. Insomma, fu creato una sorta di sistema dei cambi fissi.

Di fatto però non c’era nessun controllo sulle emissioni dei dollari che gli USA stamparono in modo massiccio causando negli anni successivi una crescita dell’inflazione in tutto il mondo.

Nel 1971 Nixon annunciò la sospensione dei dollari in oro e ricominciò la fluttuazione libera delle valute, legittimando  l’ormai ingente quantità di dollari presente sul mercato, e dando vita di fatto adPer quanto ancora il dollaro sarà valuta di riserva mondiale un vero e proprio mercato del denaro che divenne una merce a tutti gli effetti.

Per avere un’idea di come negli anni questo fenomeno è andato assumendo dimensioni ormai incalcolabili, basta tenere presente che mentre  negli anni ’70 il commercio di denaro rispetto al commercio dei beni aveva un rapporto di 6 a 1 negli anni ’90 questo rapporto diventa di 50 a 1.

Insomma, il mondo diventa un unico grande mercato e si moltiplicano gli  accordi commerciali bi e plurilaterali, che dal 1995 ad oggi passano da 50 a circa 300 !

Il denaro (ora merce) è finalmente libero di andare dove è più apprezzato anche grazie a:

1) nuove tecnologie delle comunicazioni che in pochi secondi permettono di spostare milioni da un capo all’altro del mondo;

2) nuovi strumenti finanziari che introducono il c.d. effetto leva (options e futures in primis);

3) nuovi strumenti normativi;

Qual è  la conseguenza più immediata?

La politica e l’economia perdono la loro centralità nella  guida dei Paesi mentre la finanza e i CdA delle grandi aziende condizionano pesantemente le scelte e le leggi che vengono approvate.

Si viene a sviluppare una mentalità  più gestionale che imprenditoriale che favorisce le grandi fusioni e incorporazioni che migliorano i bilanci ma non creano ricchezza (pensiamo alle fusioni di diverse banche: la nuova banca non ha un valore maggiore della somma delle singole banche incorporate o fuse, anzi spesso ha un valore minore).

Questa chiave di lettura ci permette di meglio interpretare gli eventi di questi ultimi 2 decenni dove, indipendentemente dal ciclo economico in corso (boom, espansione, depressione, ecc.) sono stati spesso gli eventi finanziari a determinare una situazione di crisi piuttosto che di benessere.

Da più parti si invoca un ritorno ai #fondamentali e tra questi c’è sicuramente il rimettere l’economia e la finanza al loro posto.

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