Essere un manager visibile: l’importanza di essere in prima linea – Mauro Eusebio

Essere un manager visibile: l’importanza di essere in prima linea

human resources I grandi leader, sia politici che militari, hanno sempre guidato i propri uomini stando in prima linea e non dal Quartiere Generale. Oggi molti managers tendono invece a “guidare” avvalendosi delle relazioni dei collaboratori e dei report che ricevono, rimanendo isolati e lontani dalle problematiche del territorio e degli uomini  che coordinano.

A questo si aggiunge che, per riempire questa distanza, tendono a inondare chi li circonda di emailinutili con il risultato di infastidire le persone che alla fine neanche le leggono o leggono solo le prime 2 righe rendendo privo di effetto qualsiasi tipo di comunicazione (dell’utilizzo e della gestione delle mail ne parlerò specificatamente in un altro articolo).

Questo provoca almeno 4 tipi di conseguenze estremamente dannose:

1) i collaboratori considerano questo atteggiamento come una mancanza di attenzione nei loro confronti  e tendono a non interagire più con il manager se non in modo formale e poco costruttivo creando una spaccatura che porta tensioni interne e scarso spirito di squadra e di collaborazione;

2) le informazioni che il manager riceve sono distorte, sia perchè passano per l’interpretazione di che gliele fornisce e sia perchè i collaboratori (specie se intermedi) tendono a filtrare alcune criticità e a presentarle “indorate”. Questo porta spesso a pianificare strategie, che se pur corrette a “tavolino” , risultano poco praticabili o mal posizionate da un punto di vista temporale. Non essendo poi più presente sul mercato in modo diretto, il manager spesso va ad attingere alla sua “vecchia” esperienza ma sappiamo bene che ciò che funzionava qualche anno fa può non essere più adeguato per i tempi attuali;

3)  la non conoscenza degli obiettivi personali dei singoli collaboratori non permette l’adozione di strategie e/o di modalità di attuazione che in qualche modo riescono a tener conto delle motivazioni dei singoli con la conseguenza che risultano prive dell’energia e dell’entusiasmo necessari;

4) una non corretta visione della realtà può portare a prendere decisioni sbagliate o fuori tempo perchè solo se si è presenti laddove l’azione è in atto si riescono ad individuare i cambiamenti che si rendono necessari prima che i trend siano noti a tutti.

In poche parole, essere posizionati in ogni momento laddove si svolge l’azione è elemento indispensabile per chi vuole essere un leader ed evitare di commettere gli errori di cui abbiamo parlato. Fra l’altro, la vicinanza permette di cogliere delle sfumature e/o di aver delle intuizioni che nessun report ti potrebbe mai stimolare e che spesso sono quelle che permettono di raggiungere o non raggiungere gli obiettivi.

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Leggendo delle vicende di Publio Quintilio Varo mi sono imbattuto in un esempio inequivocabile sulle conseguenze dei comportamenti descritti. Se vuoi conoscerne i particolari puoi leggerti un breve racconto nella categoria personaggi storici.

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