Quale banca scegliere? – Mauro Eusebio

Quale banca scegliere?

In questi ultimi mesi, ed in particolare nelle ultime settimane, è un susseguirsi di notizie allarmanti sulle banche. Commissariamenti, bilanci negativi, illeciti di vario tipo sono all’ordine del giorno. In questi ultimi giorni poi, è scoppiato il caso della banca austriaca Hypo Alpe Adria dove a rimetterci saranno anche i correntisti.

bancaMa cosa sta succedendo e soprattutto cosa comporta questo per il risparmiatore?

Facciamo innanzitutto un passo indietro. Come è possibile che, improvvisamente, le banche, da sempre sinonimo di ricchezza e solidità, abbiano tutti questi problemi?

In realtà, la crisi è strutturale ed ha una spiegazione molto semplice: sono diminuiti i ricavi ed aumentati i costi.

Con l’introduzione dell’euro tutte le transazioni in valuta, da parte delle aziende che valuteingranaggilavoravano con l’estero, sono venute meno e le banche hanno perso una bella fetta di commissioni. Poi il restringimento della forbice dei tassi ha ridotto tantissimo i margini; infatti, la banca, come qualsiasi azienda che acquista e vende merce, guadagna quanto è più ampia la differenza tra il prezzo di approvvigionamento e quello di vendita. Con i tassi così bassi ormai da parecchi anni, i margini si sono sempre più abbassati. Insomma i ricavi tradizionali hanno subito una decisa contrazione e poche organizzazioni sono state in grado di trovare vie nuove per rimettere in sesto i bilanci.

Sul fronte costi le cose non sono andate meglio. Le sedi, il personale e tutti i costi fissi non possono essere ridotti in breve tempo nonostante  le fusioni e le incorporazioni che ci sono state negli ultimi anni. Le economie di scala che si sono prodotte  non sono state sufficienti ed ormai è caccia alla chiusura degli sportelli.

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Infine c’è un costo, che prima era marginale, e che adesso invece aumenta con una grande
velocità: le sofferenze ossia i finanziamenti che le banche hanno erogato e che hanno difficoltà a recuperare. Ormai, come si può vedere dalla tabella, sono arrivate a 160 mld  con una crescita del 24% nell’ultimo anno.

 

Fra l’altro, per ovviare a questa situazione, le banche, spesso, hanno posto in essere operazioni finanziarie, anche spregiudicate, con l’intento di colmare le perdite ma sappiamo tutti come sono andate e le cose sono ulteriormente peggiorate.

Ma tutto  questo come impatta sui risparmiatori?

In tal senso, dobbiamo tener presente l’entrata in vigore dell’Unione Bancaria Europea che, tra le altre cose, ha stabilito che:

1) la vigilanza delle banche italiane non è più sotto Banca d’Italia ma sotto la BCE che unionebancariaeuropeaadotta criteri più rigidi e sopratutto non rende più possibile una gestione politica della situazione come invece è avvenuto in passato;

2) le banche non possono fallire (non si possono portare i libri in tribunale) ma non possono più essere salvate dallo Stato (ossia con i soldi dei contribuenti);  quindi in caso di difficoltà ne rispondono per primi gli azionisti, poi gli obbligazionisti e poi se non è sufficiente i correntisti (c.d. bail in).

Insomma, oggi scegliere la banca dove depositare i propri soldi non è più una scelta di poco conto se si vuole avere la tranquillità di poterli riprendere quando si vuole. Provate a chiedere a coloro che hanno sottoscritto obbligazioni che, seppur scadute, ancora non sono state restituite.

Perciò se una volta si sceglieva la banca in base alla prossimità, alla comodità di ubicazione o alla conoscenza di qualcuno che ci lavorava, oggi si devono utilizzare altri criteri.

Quali?

Sicuramente la prima cosa che si deve vedere è il bilancio della banca o meglio i bilanci degli ultimi anni. Se, con la gestione ordinaria  sono stati prodotti utili, probabilmente la banca è sana e solida. Poi ci sono un paio di indici che conviene andare a verificare (e che si trovano tranquillamente sul web): il core tier 1  ed il  texas index. Il primo è il più conosciuto ed è dato dal rapporto tra il capitale della banca e gli impieghi posti in essere; il secondo, opera di un’analista finanziario americano, misura il rapporto tra i crediti a rischio ed i mezzi della banca.

In conclusione, prima di scegliere l’istituto al quale dare la vostra fiducia,  dedicate un pò di tempo a documentarvi e soprattutto basate le vostre scelte sui numeri ed i fatti concreti.

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